Un tempo il dissenso si misurava con la repressione. Oggi accade qualcosa di più sottile e per questo più insidioso: il dissenso non viene tanto vietato quanto disperso, neutralizzato, reso innocuo. Si può parlare, ma senza incidere. Si può protestare, ma restando ai margini. E quando la parola diventa efficace, sopravviene la criminalizzazione, lo stigma, l'isolamento. In questo manifesto, lucido e radicale, Donatella Di Cesare analizza le forme contemporanee del dominio: una tecnocrazia che svuota il conflitto, un regime emotivo che impone di "sentire come tutti", una sfera pubblica frammentata in cui le voci si moltiplicano ma perdono peso. Sullo sfondo, la guerra come principio ordinatore del presente: non solo evento militare, ma grammatica che impone schieramenti, riduce la complessi...
Un tempo il dissenso si misurava con la repressione. Oggi accade qualcosa di più sottile e per questo più insidioso: il dissenso non viene tanto vietato quanto disperso, neutralizzato, reso innocuo. Si può parlare, ma senza incidere. Si può protestare, ma restando ai margini. E quando la parola diventa efficace, sopravviene la criminalizzazione, lo stigma, l'isolamento. In questo manifesto, lucido e radicale, Donatella Di Cesare analizza le forme contemporanee del dominio: una tecnocrazia che svuota il conflitto, un regime emotivo che impone di "sentire come tutti", una sfera pubblica frammentata in cui le voci si moltiplicano ma perdono peso. Sullo sfondo, la guerra come principio ordinatore del presente: non solo evento militare, ma grammatica che impone schieramenti, riduce la complessità, e trasforma il dissenso in colpa. Eppure, il dissenso resiste. Non più come forza compatta o progetto alternativo, ma come costellazione fragile: gesti minimi, atti di cura che interrompono l'ordine e ne rivelano le crepe. Dalle "mille Antigoni" che si chinano sui corpi esclusi agli intellettuali sempre più delegittimati, emerge una nuova figura del dissidente, senza protezione e senza garanzie. Il dominio e il dissenso è un libro che chiama a prendere la parola. Un invito a riconoscere dove passa oggi la linea del conflitto, a non accettare che la guerra diventi l'ultima parola.Per offrirti la miglior esperienza di navigazione possibile libreriaesoterica.nimaia.it utilizza i cookie. Vedi informativa completa.
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