Arti marziali giapponesi

«Se qualcuno chiedesse quale sia la vera essenza di questa Via, pochi saprebbero rispondere con prontezza. E questo perché la Via non è il loro primo pensiero. E' chiaro che non l'hanno a cuore come dovrebbero, e non esiste negligenza peggiore».

— Yamamoto Tsunetomo, Hagakure

Bushidō: la Via del Guerriero. La tragicità della vita, impermamente ed effimera nel buddhismo, incorporata quale arte marziale, samuraica, guerriera. Formatasi per definire ruoli e morale di una casta feudale medievale in cronico stato di conflitto, è sopravvissuta in tempi di pace quale disciplina del corpo e della mente, filosofia applicabile a ogni aspetto della vita. Il più famoso spadaccino giapponese, Miyamoto Musashi, lo scrisse a chiare lettere: "è meglio essere un guerriero in un giardino, che un giardiniere in guerra". Preparazione, presenza, concentrazione: la mente è l'arma più affilata di tutte, e allenarla con costanza non ne farà mai perdere il filo.

 

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