Filosofia moderna

«Poiché prevedo che fra breve dovrò presentarmi all'umanità per metterla di fronte alla più grave esigenza che mai le sia stata posta, mi sembra indispensabile dire 'chi io sono'».

— Friedrich Nietzsche, Ecce Homo

Le scoperte scientifiche e nuovi valori misero alla luce tutte le contraddizioni di un mondo riconducibile alla sola ragione. Paradossi, crisi, fratture: lotte, ingiustizie, smarrimenti. Dal momento in cui le navi di Colombo approdarono nel cosiddetto "Nuovo Mondo", l'altro diventa un problema di coscienza: chi è lui? chi sono io? Lo stesso accadde alle tradizioni assodate e vetuste, messe di fronte al telescopio e ai moti comprovati di cielo e stelle, tutt'altro che immobili. Le rivoluzioni: francese o industriale, e le rivolte del 1848 - segnali di una coscienza fresca, diffusa, che in Europa si interroga su sé stessa. L'uomo occidentale allora si spinge verso il reame del dubbio, della ricerca, di nuove teorie e pensieri: con Erasmo, Spinoza, Schopenhaur, Marx e gli altri, è l'individuo il centro di un'epoca lunga, vivace, fatta di transizioni materiali e di spirito.

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